#RP UN ANNO CON AGATHA CHRISTIE cambia volto: "Il Natale di Poirot" in tv (anzi, al pc!)
- Babbling Babook
- 31 dic 2020
- Tempo di lettura: 4 min

Buon ultimo giorno dell'anno, miei balbettanti!
Ormai, ogni ultimo del mese ci incontriamo per parlare di una storia firmata Christie e quale migliore occasione di questa per parlare de "Il Natale di Poirot"?
Prima di cominciare, però, un piccolo aggiornamento su questo evento che ci sta accompagnando per ben 365 giorni: fino allo scorso mese, come sapete, abbiamo letto le storie della Regina del Giallo, ma, a causa di qualche problemino con la ricezione delle stesse, abbiamo pensato di modificare quest'iniziativa e dedicarci alla visione della famosa serie tv dedicata al grande Hercule Poirot andata in onda dal 1989 al 2013; questa è la serie che, fin da piccola, insieme ai suoi episodi più simili a dei film che a delle vere e proprie puntate, mi ha trasmesso la voglia di cominciare un giorno a leggere i libri della Christie ed è stato bello tornare a vedere il volto familiare di David Suchet nei panni del famoso investigatore baffuto.
"Il Natale di Poirot", in particolare, è la prima puntata della sesta stagione, che potete trovare su Amazon Prime (qui potete attivare il periodo di prova gratuita) sia in lingua che doppiata in italiano (le voci scelte sono molto simili a quelle originali e, personalmente, sono molto affezionata all'interpretazione di Eugenio Marinelli per il protagonista!); ecco qui la trama:
Il giorno di Natale, Hercule Poirot si accorge che il riscaldamento di casa sua non funziona. Ricevuta nello stesso momento una telefonata da un certo Simeon Lee, miliardario inglese, il quale teme per la sua vita, e invitato a trascorrere le vacanze natalizie a casa dello stesso, Poirot accetta e subito si ritrova immischiato nei problemi ereditari di quest'ultimo e, successivamente, nel delitto del ricco inglese. Ad aiutarlo nelle indagini, piuttosto complicate, vi sarà il sempre fedele Ispettore Capo James Japp di Scotland Yard.
Non avendo (ancora) letto il romanzo che ha ispirato questa trasposizione e non ricordando di averla vista in passato (gli episodi che mi capitavano in tv erano più o meno sempre gli stessi dieci-quindici, forse), il mio approccio alla trama è stato il primo, ho avuto la possibilità di non conoscere già in anticipo nulla e di rimanere sorpresa dai suoi risvolti e trasportata dall'indagine; seppur l'inizio mi avesse già fatto intuire una possibile piega della storia, gli avvicendamenti mi hanno portata su una via diversa, tentata a cambiare diverse volte idea e indirizzata quasi alla soluzione, facendomi sbagliare di poco: infatti, ad un certo punto, le inquadrature, le musiche, la luce e determinate scelte fotografiche mi hanno suggerito il profilo del colpevole, ma il mio sospetto si è posato sulla persona sbagliata e, quando ho ascoltato la spiegazione di Poirot, mi sono detta "No, ma come ho fatto a sbagliare?".
Anche se, come vi ho detto, non ho letto questo libro in particolare, ormai lo stile e il modus operandi della Christie mi è familiare e confermare il mio ricordo, constatare ancora una volta come la serie tv sia stata capace di renderlo perfettamente su schermo è stato bellissimo. La regia ti permette di entrare nel vivo della storia, di credere di essere un silenzioso personaggio che assiste al tutto e si immedesima nell'investigazione, per poi, dopo averti fatto elaborare delle tue teorie, smontarti tutto - o quasi - e dimostrarti che la soluzione era un'altra e che, anche se tu non ci hai pensato, è sicuramente vera, ci sono tutte le prove e, se riguardassi la puntata, te ne accorgeresti subito!
Se da un lato non conoscevo già la trama, il personaggio televisivo di Poirot mi è forse ancora più familiare di quello dei romanzi: simili per ingegno, ironia e bizzarria, il Poirot dello schermo tende ad accentuare maggiormente i suoi gesti teatrali e particolari - come il continuo ricercare fonti di calore in questo episodio - e, soprattutto, a rimanere in silenzio in alcuni momenti; non è che non abbia la parlantina del Poirot letterario, ma è come se la sceneggiatura permettesse a chi guarda di prendersi degli attimi per riflettere, per pensare, gli stessi che si prenderebbe un lettore tra un paragrafo e l'altro per ragionare su un dettaglio che è stato appena scritto. Questo spirito più silenzioso mi è saltato particolarmente agli occhi in questo episodio, forse perché è il primo che vedo dopo aver letto alcuni dei romanzi dedicati a questo protagonista (o forse perché mi sono interessata alla caratterizzazione dei personaggi più di quando ero piccolina e mi facevo prendere maggiormente dalla trama che dal resto).
Prima di concludere, vorrei scrivere dell'aspetto che più ho apprezzato e a cui, lo stesso, ho fatto caso per la prima volta (grazie probabilmente al film "Cena con delitto" che vidi mesi fa e usava lo stesso espediente più o meno): ho già nominato l'importanza delle inquadrature, della luce e della fotografia - oltre che delle musiche - nel procedimento di semina degli indizi, ma ciò che ho piacevolmente notato è la scelta di riprendere spesso lo stile di film gialli o thriller girati negli anni in cui si svolgono queste vicende.
Presumibilmente, essendo presente in un breve dialogo il nome di Francisco Franco non ancora come dittatore spagnolo, la storia avviene nella seconda metà degli anni Trenta e come le scenografie sono curate nei minimi dettagli - cura che le rende subito riconoscibili rispetto ai pochi sfondi ottenuti con un green screen ancora non paragonabile agli effetti di alta qualità - così anche le scelte tecniche rimandano agli anni Trenta, al cinema degli anni Trenta, da cui differisce spesso solo per il colore (che comunque viene influenzato dai toni seppia).
Una serie che mi piacerà ripercorrere e che spero di poter rivedere piano piano per intero.
Voi la conoscete?
Come sempre, vi rimando alla prossima balbettata, ma oggi, oltre a lasciarvi degli utilissimi link, vi auguro anche un buon 2021! <3
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